Il progetto “Una casa per ogni bambino” ha avuto come finalità principale quella della realizzazione e dell’avvio della Comunità Educativa “Piccoli Granelli” (art. n 48 R.R. 4/2007 – Regione Puglia). La fase iniziale è stata dedicata all’adeguamento strutturale al fine di rendere l’immobile funzionale all’accoglienza dei minori e a interventi finalizzati all’installazione di fonti energetiche alternative che potessero ridurre gli sprechi.
Nella seconda fase si è provveduto alla formazione degli educatori e all’elaborazione della documentazione necessaria per l’avvio della struttura, come carta dei servizi, progetto educativo generale, modulistica per l’inserimento, materiale divulgativo e il sito internet.
Parallelamente, si è avviata anche la terza fase con il coinvolgimento di famiglie solidali al fine di creare una rete di sostegno intorno alla Comunità Educativa per la cura e l’accoglienza dei minori accolti.
A questa fase di adeguamento e preparazione della struttura è seguita quella dell’accoglienza dei minori. La realizzazione del progetto è stata favorita dalla richiesta di accoglienza di cinque minori stranieri non accompagnati. Questa esperienza è durata fino a dicembre 2017. Mentre quattro minori hanno proseguito il loro percorso in Francia, uno, maggiorenne dal 20 gennaio 2018, ha scelto di restare in Comunità, dove, da giungo 2018, sono stati accolti, un neomaggiorenne del Senegal e, in seguito, una mamma di origine indiana con il proprio figlio di 4 anni.
Questo ha portato l’équipe educativa a rimodulare le modalità di accoglienza, infatti da gennaio 2018 si è portato avanti il progetto dando ospitalità a ragazzi neomaggiorenni, al fine di proseguire i percorsi educativi e di integrazione avviati in precedenza, e a madri con figli minori che chiedono accoglienza per breve tempo. Agendo secondo questa linea, la Comunità sta continuando il suo servizio, pur non chiudendosi alla possibilità di accoglienze più strutturate. In questo periodo, pertanto, si sono attivate convenzioni con Comuni limitrofi e i Piani di Zona di riferimento.
Questa esperienza ha avuto un impatto incisivo sulla comunità locale poiché ha favorito il confronto con culture diverse e l’attivazione di percorsi di integrazione e socializzazione. La comunità tutta, dalle istituzioni locali, alle scuole, alle associazioni, alla comunità Parrocchiale e al gruppo delle famiglie solidali, ha costruito una rete di supporto ed è diventata parte integrante del progetto.
Lo sviluppo di questa progettualità, inoltre, ha permesso di perseguire l’obiettivo principale che la Caritas Diocesana intendeva raggiungere, ovvero quello di realizzare in ogni città della diocesi un opera-segno dell’attenzione della Chiesa Locale verso i bisogni del territorio. In particolare, era emersa la necessità di un riferimento stabile per i minori in affidamento extra familiare e di strutture preposte per l’accoglienza. Di fatto, il progetto è andato oltre le attese iniziali e ha ottenuto una ricaduta maggiore sul territorio, sia dal punto di vista culturale che sociale.
Come accennato in precedenza, il progetto è stato sostenuto e supportato dalle Istituzioni locali, scolastiche, dalle associazioni e dalle comunità parrocchiali che hanno permesso la costruzione di percorsi di socializzazione e integrazione favorevole al raggiungimento degli obiettivi di ogni singolo ospite della struttura.




